venerdì 19 febbraio 2010

Gian-Maria

Ho inventato un eroe. Questa è la sua storia :

Un solo corpo e due anime che si avvicendano giorno dopo giorno. Una volta c'è Lui . Un timido uomo di provincia, anonimo, riflessivo ,paziente, pauroso e impacciato. Per un incantesimo l'alba del giorno dopo quello stesso corpo si trasformerà in una avvente ragazza, alta mora, mediterranea e un neo sul viso . Spregiudicata , impulsiva , seducente sempre pronta a finire in un mare di guai. Spesso è Lui che dovrà salvarla, altre volte è Lei a movimentare le sue giornate monotone . Non si sono mai incontrati. L'unico modo con cui si possono gurdare negli occhi sono le foto che si autoscattano e appendono nel bagno.

Se volete seguirlo e votarlo potete farlo qui


           By Kirby
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mercoledì 17 febbraio 2010

MIKE PATTON


Perché oggi voglio parlarvi di Mike Patton . Classe1968 (California) è l’artista più versatile è istrionico della musica contemporanea.  Arrivato al successo come cantante dei Faith No More, ha intrapreso poi alla messa in pausa della band, un percorso di sperimentazione incredibile, durante il quale ha sfoggiato innumerevole tecniche canore : crooning, falsetto, death growls, rapping, chanting, mouth music, beatboxing and scatting. Tra i suoi progetti ricordo l’album “Director’s cut” dei Fantomas , cover di musice tratte da film Horror e thriller , tra cui spiccano Rosmary’s baby e il Padrino.








Sempre coi i Fantomas Mike pubblica l’album “Delirum cordia” unica traccia di 72 minuti . Indescrivibile canzone in gran parte strumentale con sussurri, visioni e rumori che rasentano il disturbo all’udito. Con i Tomahawk  pubblica  “Anonymous”. Album rock ispirato completamente ai canti dei nativi americani ; canzoni di guerra, di rituali, di vittoria.







Mike Patton è stato sposato per 7 anni con una bolognese  e parla un fluente italiano.  Probabilmente merito degli anni nel nostro paese che nasce il progetto “Mondo cane” nel quale insieme a Roy Paci e ad un orchestra porta per l’Europa le sue interpretazioni delle più classiche canzoni italiane: “Il cielo in una stanza”, “Pinne, fucile ed occhiali”, “Che notte” , “Ma l’amore no”e la mia preferita “Storia d’amore”






Molti artisti nella loro vita rimangono nel loro confine di cantanti , anche giustamente direi. LA genialità di Mike l’ha spinto a 360° portandolo a comporre colonne sonore, doppiare videogiochi, sprofondare nella ricerca dei rumori vocali più cupi. (Sconvolgente fu la sua esibizione allo  Sziget Festival dove si infilò il laccio di una scarpa in bocca per farsi ascoltare al pubblico conati di vomito). Se nella musica ci sono re, principi , regine , giullari, a lui tocca il ruolo di Leonardo ma non l’artista che dipinto la Gioconda, ma quella dello scienziato che si prodigava in ogni tipo di studio . Stimo profondamente quest’uomo perché ha creato un profondo solco nella mia curiosità musicale. Concludo con una sua frase “ Se la musica sta morendo, i musicisti la stanno uccidendo”

               By Kirby


Rumori consigliati : "Gods hates a coward" by Mike Patton


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mercoledì 10 febbraio 2010

VISIONI VERTICALI

A volte è questione di punti di vista

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                By Kirby
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domenica 7 febbraio 2010

Un bel pò che non scrivo , mancanza di ispirazione e voglia di non essere banali parlando di me sopratutto.
Torno con un nuovo racconto porno.

Avvertenze. Il seguente post racconta di situazioni di sesso esplicito con un linguaggio volgare. Non leggere se sei minorenne o se ti infastidiscono simili argomenti



La Frittata


Ero a casa di Sara, nella sua splendida cucina bianco piastrellato. La mia cucciola stava cucinando una frittata ripiena di ricotta. Avevo fame, mancavo da casa da una settimana ed ero reduce di cinque ore di treno. Seduto a tavola aspettavo il mio lauto pasto, l’odore di frittura si diffuse per tutta la stanza inondandomi le narici, sentivo nello lo stomaco aprirsi una voragine, avevo l’acquolina in bocca e
La osservai meglio, indossava scarpe a tacco basso, quelle caste gonne da impiegata che arrivano fino alle ginocchia, una camicetta bianca esaltata da deliziosi ricami agli orli. I capelli neri raccolti e tenuti su da una forcina di legno. Improvvisamente dentro di me si accese un altro tipo di fame.
Stava togliendo la frittata dalla padella quando con passo felpato l’afferrai il bacino da dietro e la tirai via verso il mio inguine, fece un sussulto ed emise un gridolino per la sorpresa. Per nulla distratto, con un braccio le cinsi il busto e le spostai completamente il corpo contro il mio. Insinuai la testa tra capo e collo e con la bocca comincia a stuzzicarle il suo punto debole.
Incontrai un resistenza effimera, un debole no , un leggero tentativo di divincolarsi, e poi si lasciò andare. Continuai con il mio gioco, sentii sotto di me che i suoi muscoli si erano rilassati. La palpavo in modo osceno sia davanti che dietro, strofinavo il naso sul suo collo, annusavo il suo odore femminile misto al fritto e lei mi lasciava fare. Non la guardavo, ma sapevo che aveva gli occhi chiusi e la bocca semiaperta, era il suo modo per lasciarsi andare tra le mie mani.
Dopo poco il cazzo duro mi premeva forte nei pantaloni, accostai il suo bacino contro il mio pacco per strofinarlo su di lei. Mugugnò versi di approvazione. Le sbottonai la gonna e misi al vento le sue natiche bianche; indossava una slip bianco di pizzo. Mentre con una mano la accarezzavo il culo scoperto, con l’altra, mi sbottonavo i pantaloni, li abbassavo insieme alle mutande e mi ritrovavo con il mio coso infuocato in mano. Le spostai di lato gli slip e cominciammo la chiavata.
Nell’angolo della cucina scopammo deliziosamente, Sara aveva le mani poggiate sui fornelli e li stringeva forte per il piacere che stava provando. Eravamo due veri e proprio animali in calore abbandonati ai piacere della carne. Attimi intensi che sembravano non finire mai in cui si riaccese la mia fame e lo stomaco cominciò a brontolare. Per un momento fermai il mio movimento pistonatore e con il naso segui la traccia di fritto, i miei occhi si fermarono sulla frittata nel piatto.
Fu un attimo, afferrai quella pepita dorata grondante d’olio e la portai alla bocca. Dentro era ancora infuocata, ma si sciolse in bocca, masticai come un cane affamato ingurgitandola in pochi morsi. Sara rimase in attesa vogliosa col culo per aria. Masticando l’ultimo boccone poggia la mia mano unta sul suo immacolato mappamondo e ricominciai a pomparla. Fu lì che qualcosa che qualche porta ad un nuovo mondo si aprì nella mia sessualità. Un brivido corse lungo la mia schiena e una sensazione simile all’onnipotenza per un attimo mi conquistò. Mentre provavo questo me ne venni come non ero mai venuto prima , e inondai il suo culo già sporco d’olio.
Da quel giorno la mia vita sessuale non fu più la stessa. Ogni occasione era buona per mettere a frutto la mia nuova scoperta . Tempo dopo in un ristorante ne vidi la proprietaria . Alta, giunonica, dai capelli bruni e il seno generoso. S’affrettava tra i tavoli in legno avanti e dietro, sembrava la regina del vino e dell’arrosto ad osservarla . Chioma corta e stivali da cavallerizza la rendevano leggermente mascolina, ma lo ballonzolare delle tette mentre stappava una bottiglia di barbera fugavano ogni dubbio.
Impegnai tutto me stesso per sedurla, e così la sera stessa per la prima volta tradivo Sara nella cucina di un ristorante. La distesi semi svestita sul tavolo della cucina . Bevvi un profondo sorso di vino e poi con un bacio la dissetai. Lei si tolse il reggiseno è mostrò le sue mammelle enormi; erano poggiate sul suo corpo in maniera provocante. Era evidente che non sarei riuscito a tenerne una tutta in una mano e la cosa mi eccitava ulteriormente. Le versai il vino su quelle morbide montagne di piacere. Il liquido rosso le sporcò tutta la sua carne bianca. Con grande soddisfazione comincia a leccarla dappertutto per pulirla. Il vino che succhiavo da lei mi rendeva sempre più brillo. Le rispose abbassandomi la cerniera dei pantaloni e infilare dentro la mano. Tastava i mie boxer e in breve tempo ottenne l’ erezione che desiderava. Tirai fuori l’uccello e lei lo prese in bocca senza pensarci due volte. Con una mano mi manteneva le palle e con la bocca lavorava molte bene nonostante la posizione . Le tastavo le tette e le infilavo una mano nella fica pelosa, nel frattempo guardavo in torno alla ricerca di cibo. Trovai in una ciotola di purè di patate, allungai una mano e mi cosparsi il membro . Lei mugugnò con approvazione mentre mangiava dalla mia mazza l’impasto. Stavo provando sensazioni mai sperimentate in quel nuovo modo di scopare , la mia goduria si arricchiva di nuove sfumature . Quando ebbe finito le spalmai le patate sopra la fica e poi la montai. Da quel momento i ricordi si fecero più flebili per il vino che avevo in corpo. Ricordo solo le fragorose urla di piacere della prosperarla ristoratrice mentre affondavo stremato gli ultimi colpi .
La mia neo ossessione di ricercare cibo e sesso mi condusse anche da giovane dipendente di una pasticceria: Caterina . Capelli biondi , occhi verdi e un mare di lentiggini. Il camice bianco a bottoni nascondeva un corpo asciutto e magro. Ero leggermente euforico quando la stavo spogliando, forse era l’odore del cioccolato a farmi quell’effetto . Fu la prima cosa che agguantati , infilai una mano dentro la cioccolata densa e sporcai il suo tenero musetto e la bacia a lungo assaporando ogni centimetro delle sue labbra. Dopo fu il turno della panna con cui adornai i suoi piedi eleganti e curati per pulire avidamente con la bocca poi toccò ai dolci veri e propri che ci imboccavamo a vicenda mentre scopavamo in piedi vicino al bancone. Lo facemmo per tutta la notte , gli zuccheri che mangiavamo fornivano ad oltranza energia, fu la scopata più lunga della mia vita; e infine Caterina venne licenziata e io dissi addio a Sara.
L’apice del mio delirio ,comunque, lo toccai alla ricerca di caseifici nelle zone fuori città. In quel periodo l’importante per è era trovare una donna che avesse accesso a grandi quantità di cibo. Il mio sogno si avverò diventando l’amante di Amanda, La moglie di un imprenditore, produttore di formaggi della provincia. Una donna dalla bellezza botticelliana, naso pronunciato, bocca carnosa e generosa in ogni sua forma. Parlava con la erre moscia e ogni sua battutina era accompagnata da una risatina stridula. Dopo alcune settimane di frequentazione la convinsi ad andare nello stabilimento del marito. Sotto gli occhi indifferenti dei dipendenti mi condusse in una stanza e chiuse la porta a chiave. L’odore di latte e formaggio era intenso ; Alcune caciotte erano appese ad un gancio , nelle vasche cera del latte che veniva mescolato in continuazione da una pala. Ero un po’ deluso
, perché aveva troppo l’aspetto di un industria e c’era ben poco cibo con cui interagire, finché in un angolo non vidi la vasca dei miei sogni, infatti era ripieno di ricotta; quella che aveva scaturito in me nuove voglie sessuali. Le dissi di spogliarsi del tutto e di indossare un camice. Nel immaginare quello che avrei fatto mi eccitai quasi subito; la baciai ardentemente sul collo facendola ansimare spasmodicamente. Dopo la trascinai al bacino e continuai a toccarla avidamente sotto la veste fino a farla bagnare. Cercai di spingerla dentro il recipiente ma oppose resistenza. “Zitta troia” ammonii, “Se vuoi scopare fai come dico io “ . La spinsi dentro , mi spogliai in fretta e furia e poi saltai dentro anche io. Quell’impasto bianco era tiepido, sembrava di entrare in una nuvola densa. La sensazione al tatto mi diede un tale piacere che ebbi il primo orgasmo quando lei mi sfiorò appena il cazzo con la bocca. Il fiotto di sperma la inondò il viso, stupendosi per quello che era successo. L’enorme eccitazione che percorreva la mia testa conservò la mia erezione. Afferrai la sua testa e la portai al mio cazzo costringendola a succhiarlo in apnea. Ero in letteralmente in estasi, la ricotta nella bocca di Amanda incrementava ulteriormente il piacere, ansimavo e non c’era modo di riuscire a smettere. Quando tirò fuori la testa per respirare vi avventai sul suo corpo. Con la mano le indicai di voltarsi poi la feci sedere sul cazzo per essere fottuta. Avevo il corpo in totale abbandono mentre Amanda saliva e scendeva sopra di me, totalmente estraniato dall’esterno non so dire se lei godeva o meno . Sul mio volto uno sguardo ebete e beatitudine. Ebbi un altro orgasmo . Poi peccai di gola e lussuria, volli strafare per una terza volta consecutiva e un infarto mortale mi colpì.

           By Kirby

Rumori Consigliati . Mangoni e SPinetti con la cover "Il dromedario e il cammello"

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martedì 26 gennaio 2010

Diritto di critica
(Università degli Studi di Napoli Federico II)

Alcune regioni Italiane, grazie ai finanziamenti europei, hanno dato via ad un progetto di alta formazione prevalentemente per giovani laureati disoccupati . Gli assegnatari potevano scegliere un corso di alta formazione che li avrebbe avvicinati il più possibile al mondo del lavoro. Tra questi corsi rientravano nella categoria i Master universitari. Attraverso un modulo di delega, il pagamento sarebbe avvenuto tra la regione e l’ente organizzante il corso e il giovane non avrebbe dovuto pagare nulla, proprio per venire incontro alle debolezze di questa classe sociale
L’università degli studi di Napoli Federico II, una delle più antiche d’Italia, è stata l’unica università della Campania a rifiutarsi di immatricolare i giovani per il suoi master se non fossero stati in regola con i pagamenti. Tenendo conto che i prezzi di un master universitario oscillano tranquillamente da i 1800 ai 3000 euro si può comprendere come non sia alla portata di tutti sostenere certe spese. Costringendo alcuni dopo aver scoperto successivamente di dover anticipare il pagamento, di farsi prestare il denaro, di chiedere un finanziamento o peggio ancora di dover rinunciare e cambiare corso.
Son convinto che in un territorio difficile come questo gli enti devono lavorare insieme per il bene della società . In un paese più evoluto non sarebbe successo. Già immagino alcuni “capoccioni” che a muso duro non hanno voluto piegarsi alla volontà della regione per motivi a me ignoti e come sempre nella guerra tra le istituzioni è sempre il popolo a rimetterci… i poveri…. la gente comune… non i superuomini.
Chiudo con il pensiero dell’uomo di strada che subisce sempre le angherie dei più forti…
“La Federico II è una merda e spero che vada in malora”

                                    By Kirby

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giovedì 21 gennaio 2010

Peter

Peter era un cane di taglia medio grande dal pelo lungo colore bianco e crema. Aveva all’incirca 9 anni. La prima volta che lo vidi pensai che era bellissimo, il suo manto era di una morbidezza ineguagliabile. Un cane pieno di energie , affettuoso e ubbidiente . Con lui , quando si usciva per qualche giorno a campeggio libero per montagne e fiumi si aveva davvero l’impressione di essere un branco . Era l’esploratore e la sentinella. Faceva spola tra di noi e ci precedeva sempre . La sera mentre noi eravamo vicino al fuoco lui restava in disparte accucciato a vegliare. Era possibile camminare in un bosco buio con lui presente, tirandoci fuori dai guai in alcune occasioni. L’unico suo difetto era il suo carattere intrattabile quando aveva il cibo davanti, ringhiando chiunque si avvicinasse in quel momento; era il suo pasto, l’aveva meritato e guai a chi volesse portarlo via.
Viveva in campagna e ogni tanto faceva incursioni nei pollai vicini. Un volta torno con una gallina morta, un'altra con i pallini di un fucile da caccia sui genitali. Si riprese da quell’episodio e mise anche incita una cagna.
Quante volte è stato sfruttato per elemosinare soldi dal suo padrone non lo so. Certo a lui non importava, rimaneva seduto a terra e fissare davanti, cosa pensasse in quei momenti neppure so dirvelo, era silenzioso, abbaiava poco e ti seguiva sempre quando ti allontanavi dal gruppo.
Ha viaggiato tanto, è arrivato con noi in Francia, si tuffava in acqua con noi e ci seguiva guaendo, poi quando si stancava tornava a riva . Anche se non l’ha mai detto credo fosse felice per la vita che conduceva. I suoi istinti canini erano a pieno soddisfatti, correva libero anche per la città senza guinzaglio. Non ha mai infastidito o morso qualcuno.
Quest ‘ultimo anno si era ammalato di leishmaniosi,ma tutto sommato stava bene con le medicine che prendeva.
Una settimana fa è uscito da casa è non è più tornato. Non Può aver smarrito la strada di casa, lui che piangeva se il suo padrone si allontanava e lui non poteva seguirlo. Non può essere andato a comprare le sigarette , aveva smesso da tempo. 7
Un po’ mi manca…

E questi versi li dedico a lui

Peter non c’è più,
Peter è andato via,
Peter chissà dove sei .
Forse investito da un auto
Forse…Non lo so
Bucolico Amico caro
Addio


                              By Kirby

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sabato 16 gennaio 2010

Riflessione della notte: Perchè molte donne si ostinano a comprare profumi artificiali, talvolta costosi, per accenutuare la bellezza, per prepararsi ad una serata particolare e altro ancora? Non capiscono che il migliore odore lo emana naturalmente  la loro stessa pelle ? Invece di accentuarlo, lo coprono. Non comprendono  quanto l'odore prodotto dal corpo possa attirare l'attenzione degli uomini più di ogni altro profumo di lusso. Gli anni di evoluzione hanno sincronizzato l'odore prodotto dalle donne al piacere e all'eccitazione maschile e viceversa.
Ho il vizio di odorare i capelli delle donne che frequento, per sentire l'odore che emana la cute. Ogni volta posso associarlo a un diverso odore; il mughetto, la lavanda , l'erba bagnata e così via. Io posso perdermi tra i profumi corporei, riempiono la mia mente di visioni fantastiche e subliminali che uno chanel n°5 non potrà mai eguagliare.
Quindi se siete tra quelle persone che pensano che il loro corpo "puzza" , tornate sui vostri passi e ascoltate uno sconosciuto della rete


                          By Kirby
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lunedì 11 gennaio 2010

Animali di fine anno ( Seconda e ultima parte).

L’altro giorno ero fuori un supermercato, aspettando che aprisse. Insieme a me altri clienti; tutti col nostro carrello pronto per essere riempito.
Questo ci rende così diversi dagli altri animali, basta avere una manciata di denaro per avere a disposizione quantità di cibi e calorie illimitato. Così, l’attività che prima occupava la maggior parte del nostro tempo (procacciarsi il cibo), può essere risolta nell’arco di 20 minuti.
Immaginiamo un uomo medio che lavora per 8 ore e dorme per altre 8, avrà altre 6 ore della sua giornata da riempire in qualche modo. Oppure pensiamo ad un giovane che vive ancora in famiglia che di ore libere a disposizione ne ha molte di più. Ebbene, per sopravvivere alla noia, per dare riposte a quesiti che prima non aveva tempo di pensare, per dare un senso alla nostra vita, dato che ora abbiamo il tempo di interrogarci su essa ci siamo ingegnati in qualsiasi modo. Dal creare religioni a formare correnti filosofiche. Inoltre abbiamo creato ogni tipo di hobby possibile per trascorrere il tempo libero . Dagli hobby sono nate le “Arti” , così tanto celebrate da divenire un motivo di vita per alcuni individui. Le arti hanno lo scopo di suscitare emozioni che non possiamo vivere in prima persona. Ecco perché ci chiudiamo in un cinema per 2 ore, al buio guardando personaggi di finzione.
Schiavi dei nostri istinti, quando la noia riempi le nostre giornate possiamo cadere nel vizio. Uno qualsiasi, anche danneggiando la nostra salute, perché abbiamo bisogno di trascorrere il tempo, o perché siamo stressati, per il bisogno di portare all’eccesso i nostri sensi.
La nostra società che per funzionare ha bisogno di leggi e regole , per il ben comune ingabbia i nostri istinti, tra cui il sesso. Morale, etica, e leggi creano invisibili gabbie di repressione sessuale. In questa società dove il denaro è il beni di scambio primario, la prostituzione assume un contorno di normalità. Gli uomini sono disposti a pagare per soddisfare i loro istinti. Probabilmente è veramente il mestiere più antico del mondo dato che in altre scimmie è stato osservato il don odi frutta in cambio di sesso.


  By kirby

P.S.
Nel caso vorreste un approfondimento sulle tematiche trattate dal post fatemi sapere e sarò lieto di fornirle :-)

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sabato 9 gennaio 2010

Pillole di romanzo

A una Donna

Sei una merda come tutte le altre femmine che ho incontrato. Sei uguale a loro in tutti i pensieri e modi di agire.
Le donne non sono complesse perché più sensibili o altre stupidaggini del genere, ma perché sono più brave a mentire e celare quello che vogliono.
Per una manciata di mesi hai “preso” da me cose che vanno oltre l’amicizia. Per alcuni mesi mi hai considerato una pseudo-relazione, emozionandoti per le mie parole. Probabilmente non ero nemmeno l’unico, ma questo non conta. Tu ti trinceravi con le belle parole del “Voglio provare a stare bene da sola” o con le classiche confusioni mentali, con piccole menzogne sul “terzo incomodo” e cose simili.
La verità è che mi hai usato per i tuoi bisogni e le tue solitudini sentimentali. Tutto il resto serviva per tenermi a bada. In quel periodo non provavi solo una amicizia nei mie confronti come dici ora, altrimenti quando eri brilla non sarei riuscito ad ottenere quello che negavi quando eri sobria. Quando poi la situazione si è fatta scottante che hai deciso di farti indietro… Comprendi che una semplice scopata non sarebbe stata in grado di ricambiare quello che ti ho dato?
Non ho mai usato la scrittura per ferire qualcuno, ma tu sei stata sfortunata. Oggi ho deciso di usarti come capro espiatorio. Colpirne uno per educarne cento si diceva una volta . Spero con tutto il cuore che piangerai nel leggere questo. Perché non sono uno dei tuoi spasimanti sfigati e senza spina dorsale.
Detto questo non ti odio, voglio solo farti soffrire per farti crescere. Peccato che queste parole non ti scalfiranno affatto e magari ci sorriderai sopra.


                       By Kirby



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sabato 2 gennaio 2010

Illusioni meccaniche

Parliamo
Cerchiamo aiuto a vicenda
simuliamo e ci illudiamo.
Siamo due, tre, quattro, dieci.
Quelli che l’amore ha già squarciato una volta.
Siamo io e te, Parliamo,
ci sosteniamo l’uno all’altro;
vezzeggiamo ,
abbiamo bisogno di farlo.
Giochiamo,
per non farci arrugginire il cuore,
scambiamo frasi tenere
per non avvizzire i sentimenti
Parliamo,
perché abbiamo bisogno di emozioni.
Intanto nel silenzio della nostra testa,
nell’angolo più buio della coscienza chiediamo:
“Soffrire. Accadrà di nuovo?”
A volte colpevoli solo di essere di sesso opposto.
Siamo rei complici di illusioni meccaniche.
Bisogni reciproci da soddisfare e
dimentichiamo le definizioni classiche.
Spegniamo le candele e
addormentiamoci abbracciati,
nel buio,
come gemelli nell’utero
e illudiamoci che l’alba non venga più.

      By Kirby

Rumori consigliati . "Sogna" dei Sick Tamburo


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