mercoledì 1 agosto 2012

Pillole di romanzo: Palla Magica

Palla magica

Iniziò tutto con un gesto della mano. Uno scatto repentino delle falangi come se avessi avuto gli artigli retrattili. Solo uno dei tanti gesti involontari che compi quando sei da solo, soprappensiero.
Quella volta fu diverso, perché ero in compagnia.
All’inizio non ci feci caso; non poteva un piccolo gesto farmi capire cosa stesse succedendo.
Tutti parlano e gesticolano nella solitudine di una stanza; ma in presenza d’altra è follia.
La mia mente stava chiudendo ogni comunicazione col mondo esterno.
È come vivere in una bolla, osservare l’esterno, ma senza interagire con gli altri. Alla stregua di quei malati mentali che vivono in un mondo tutto loro lontani dalla realtà, con l’unica differenza di essere consapevoli.
Non ho la pretesa di essere unico. Eduardo de Filippo, nella commedia le voci di dentro introduce Zio Nicola, che per disillusione delle cose umane ha rinunciato a parlare.
Chissà quanti vivono alla finestra della loro vita; ma rifiutarsi di parlare è qualcosa di ascetico, come la meditazione tibetana. Il vantaggio e che posso spacciarmi per filosofo, dichiarare la mia volontà per questo atto e nascondere la patologia.
Sono diventato una palla magica. Quelle palle giocattolo trasparenti, ripiene d’acqua, con una altra palla dentro, su cui è disegnata una faccia. Rendendo la faccia immobile a fissare il mondo che la circonda.

C’è crisi
Devo mettere da parte i sogni
E cominciare a vivere.
C’è crisi
Per fortuna non ho mai avuto sogni
Per sperare di vivere


By Kirby

sabato 28 luglio 2012

Non c'è crisi

La crisi economica che stiamo vivendo non esiste. Tutti a dire che i soldi non ci sono. Pensandoci mi sembra difficile che possa esserci penuria di soldi.Il denaro non è come un piatto di pasta che finisce. Il denaro non è bruciato o mandato al macero. Il denaro semplicemente si sposta. Se non è nelle nostre tasche, è in quelle di qualcun altro. Infatti, basta spostare la lente d’ingrandimento e scoprire enormi capitali abbandonati in paradisi fiscali, come Il Lussemburgo, la Svizzera e tanti altri. La metà di questi soldi proviene da attività illecite, quale evasione, truffe, speculazioni, corruzioni, attività criminali.  La mia stima non è casuale, infatti, l’economia dell’illegalità ha raggiunto le cifre di quella legale, in pratica i soldi spostati dalle due economie si equivalgono.Tanti capitali sono lì a marcire o investiti lontano da dove sono stati prodotti. Dopo la mala gestione, i crack finanziari, gli sprechi, la ricetta migliore che ci offrono è l’austerità. Monti da Bocconiano doc persegue nelll’austerità e cerca ovunque investimenti dall’estero. Dubito sulla sua riuscita.L’avidità umana ha portato al decadimento del sistema capitalistico, a tal punto che oggi ci stiamo chiedendo su cosa sia giusto per il destino dell’Ilva di Taranto, mandare allo sfacelo migliaia di famiglie o avvelenare l’ambiente gli uomini. Gli operai preferiscono sacrificare la loro vita per il bene della famiglia, far crescere i loro figli il meglio possibile anche se questo vuol dire ridurre le loro aspettative di vita.La grande economia cinese ha deciso da tempo che per la crescita e il profitto, l’ambiente deve essere messo in secondo piano, e Pechino è diventata la città più inquinata e malsana del pianeta.Certo la cosa migliore sarebbe il prelievo coatto dei capitali privati dei responsabili dell’ Ilva per mettere a norma l’impianto e far tornare al lavoro gli operai; ma queste sono fantasie degne del Signore degli anelli. Chi ha avuto ha avuto e chi ha dato, ha dato questa è legge italiana.

O profitto o morte questo è il dogma mondiale e fino a che gli stati non affronteranno il problema in modo diverso, andrà solo peggio.

Buona crisi a tutti

Pensiero del giorno: Ti leggi i Viaggi di Gulliver per scomprire mondi fanastici e poi leggi <Un trono reale non si regge se non nella corruzione, mentre il carattere serio, sobrio e aperto del virtuoso è una palla al piede per gli affari di stato> e capisci che dal 1700 non è mai cambiato nulla

domenica 22 luglio 2012

Alla ricerca della felicità

Se dovessi scrivere un libro su di te, sarebbe intitolato, la ragazza che guarda il mare.

Sei, seduta sulla riva a scrutare la linea che congiunge il cielo con l’acqua Insegui pensieri e parole per raccogliere qualcosa, forse la felicità. Mentre il vento ti accarezza i capelli e il sale t’incrosta la pelle, segui il filo delle tue riflessioni sul mondo che gira, sulla vita che scorre. Un gabbiano ti passa accanto indisturbato, tu lo guardi con un po’ d’invidia.Quante volte avrai pensato di spiccare il volo come lui, e scappare via nel tramonto per raggiungere una spensieratezza quasi dimenticata. Rincorri emozioni che raggiungi per pochi attimi, salvo poi lasciartele sfuggire via dalle dita. Per fortuna non ti scoraggi e ricominci come la bambina che visto il suo castello distrutto dalle onde, riparte daccapo come se fosse la prima volta.

La vita non è solo carne e sangue; tra le note di una melodia, le righe di un romanzo o dondolando su un trapezio, riesci a viaggiare per miglia anche senza essere un uccello.

Danzi in bilico, sospesa nell’aria; tuo unico compagno un tessuto rosso che si avvinghia, si attorciglia, t’incatena e ti rende libera.

Per chi osserva dal basso, è sempre tutto così semplice; il sudore, la fatica e il lavoro è nascosto dietro il sorriso.

Gli uomini sono essere inquieti, trascorrono la vita a inseguire la felicità dell’infanzia. Ciascuno prova a  coglierla in qualche modo, ognuno ha bisogno di qualcuno o qualcosa. Chissà quali sono i tuoi desideri, forse l’hai capito osservando il moto perpetuo delle onde.  Forse non hai ancora deciso. Oppure sai che è solo un‘utopia quello che vuoi, ma continui   Io stesso nel tuo percorso. Vorrei essere lì accanto a te alla fine di una giornata nata male e finita peggio,  quando dentro di te c’è il temporale, quando urli la tua indignazione e nessuno ti ascolta; mentre sei di spalle abbracciarti, spostarti i capelli e sussurrare all’orecchio il tuo nome; quattro lettere, come il Sole sul viso, quattro, come la Luna in  testa e quattro, come il Mare nel cuore.

 

By Kirby

domenica 15 luglio 2012

Tienanmen



 

L’uomo in questa foto era una persona triste e musona. Non gli piacevano le feste, ogni volta che sentiva la musica, sbuffa e aveva un forte mal di testa.

Ora, il paese in cui viveva , per sua sfortuna, era felice e gioioso, dove si facevano in continuazione parate, sfilate e galà. Potete immaginare come la sua pazienza fosse messa a dura prova; tutti felici e lui da solo, triste per un’ignota ragione.

Quel giorno nella piazza principale sfilava il grande corteo al completo; lui sbottò e uscì dalla casa, infuriato.

Per le strade si stava festeggiando il carnevale. C’era tanta gente per le strade, tutti a far baldoria, urlare e ballare. La musica era assordante, poi tutto si fermò e scese il silenzio.

Quest’uomo si piazzò davanti ai carri e gli impedì di passare. Inutile fu il tentativo di aggirarlo, lui con il suo piccolo passo si rimpiazzava davanti.

L’uomo aveva fermato il carnevale.

Il giorno dopo non si ebbero più sue notizie.

In memoria di quest’evento la piazza fu chiamata TIEN AN MEN che tradotto in italiano significa Tieni a mente.

Non Dimenticare.

By Kirby

 

mercoledì 11 luglio 2012

venerdì 6 luglio 2012

Tu che mi baci

Tu che mi baci all’improvviso cogliendomi di sorpresa,

Oppure quando mi sussurri all’orecchio con dolcezza il tuo arrivo, io fremo.

Mi baci con avidità, lasciandomi il segno, con la voglia di mangiarmi per intero.

Vorrei mandarti via, ti giuro che vorrei, ma non ci riesco.

L’attrazione tra i nostri corpi è più forte della gravità e di ogni altra forza esistente sulla Terra.

Tu che mi baci nei sogni e poi vai via, lasciandomi con l’amaro in bocca perché al risveglio non sei più qui.

Tu che mi baci e sfuggi al mio sguardo, imbarazzata e sorridente, come una scolaretta timida.

L’unico colore che posso donarti è il vermiglio; la tinta del mio cuore e di tutto quello che ti ho donato.

Tu che mi baci.

Vaffanculo zanzara di merda.

 

By kirby

 

Rumori consigliait. Mosquito song by Queen of the stoneage

 

lunedì 25 giugno 2012

Cose da non fare durante l'esame (seconda parte)

- Presentarsi per la terza prova indossando delle cuffie giganti e urlare «Le so tutte!»

-Chiedere di essere esentati perché già hai sostenuto i quiz per la patente

-  Fare lo sciopero della fame se i professori non vogliono farti usare l’aiuto da casa

- Alla domanda in lingua straniera rispondere con delle emoticon perché tanto sono internazionali

- Alla domanda di filosofia rispondere con l’ultima citazione che hai letto su face book

- Chiedere alla commissione se puoi avere il raddoppio dei punti dello scritto perché hai completato il libretto delle giustifiche

- Cambiare il tuo cognome in cinese per non fare arrivare la commissione alla propria lettera

-Corrompere il bidello affinché corregga con metamfetamina i caffè della commissione

- Presentarsi all’orale accompagnati dal primo avvocato trovato sulle pagine gialle

- Giustificasi di non aver studiato perché tutti i parenti morti in questi 5 anni sono tornati come zombie perseguitandoti

- Portare la tesina di tua sorella dell’anno scorso che ha preparato per la terza media

- Stupire la commissione esponendo l’argomento a piacere a rutti

- Alla prima domanda di cui non si conosce la risposta, dichiaransi perseguitati politici e chiedere esilio al Brasile

 

BUONI ESAMI  A TUTTI

 

By Kirby

martedì 19 giugno 2012

Le cose da non fare durante l’esame di maturità (Prima parte)

Le cose da non fare durante l’esame di maturità (Prima parte)

- Presentarsi alla prima prova con ciabatte e asciugamano e dire «facciamo presto, ho un impegno urgente»

- Fare lo spiritoso e salutare i professori con i nomignoli che gli avete dato durante l’anno

- Russare durante la lettura delle tracce.

- Fingere di che la cartucciera dei temi sia dinamite e minacciare di farsi saltare in aria

- Quando arrivano i caffè per i professori, voi ordinate un mojito.

- Chiedere un altro foglio alla commissione per fare degli origami

- Scrivere il numero di telefono sotto il vostro nome per rimorchiare la professoressa giovane e carina

- Entrare il secondo giorno cavalcando un cavallo e dire «La matematica non fa per me, meglio darmi all’ippica»

- Fingersi miopi e far passare il proprio ipad per una calcolatrice gigante

- Scriversi le formule sugli occhiali e dopo non vedere nemmeno il foglio

- In un momento di esasperazione urlare: «Le equazioni differenziali sono una cagata pazzesca»

- Prendere in ostaggio il proprio vicino di banco e minacciare di forargli una guancia con le chiavi del motorino, se nessuno vi passano il compito

- Dopo due ore a fissare il foglio in bianco, avere crisi mistiche e battezzare i professori la bottiglietta d’acqua San benedetto

By Kirby

 

venerdì 15 giugno 2012

Sardegna Stato a parte

Durante le elezioni amministrative in Sardegna c’è stato anche un referendum. Tra i vari quesiti due sono stati soprannominati Anti-casta. Il primo si occupava dell’abolizione delle nuove province, il secondo della riduzione dei compenso dei consiglieri regionali.

Con oltre il 90% delle preferenze ha vinto il sì.



Tutti a festeggiare la vittoria, il popolo sovrano che s’impone sulla casta.



E poi banalmente, abbiamo fatto i conti senza l’oste.

Il consiglio regionale ha deciso si spostare in un lontano futuro la data per l’abolizione delle nuove provincie.
Per quanto riguarda la riduzione dei compensi, con un bel trucco amministrativo hanno promulgato un emendamento che soddisfa le richieste burocratiche del referendum, ma al tempo stesso incrementa di 200 euro il compenso dei consiglieri.
Una notizia del genere è la norma in Italia, la casta che difende se stessa.
Per questo emendamento tutti favorevoli e sol otre astenuti.
Questi politici non hanno ascoltato il volere del popolo sovrano ergo sono inaffidabili.
Dovrebbero mettere in giro manifesti con la scritta “Wanted” per ognuno di loro, con la scritta, ricercato per aver ucciso la democrazia.
Ricordateli uno a uno e non votateli mai più, sono eticamente in candidabili perché pensano solo ai loro interessi, vi hanno tradito, non serviteli nei vostri ristoranti e nei vostri negozi. Pregateli gentilmente di uscire.
Come si più frenare l’antipolitica dilagante e il populismo se ci sono esempi così lampanti?
Cosa può fare il popolo in questi casi?
Deve continuare a lottare, informare il più possibile e fare atti dimostrativi, colpire con la creatività e l’ironia, essere uniti.
Cari sardi, ho spesso sentito parlare del vostro orgoglio isolano. Della Sardegna stato a parte. Ma purtroppo per voi, questi consiglieri sono fin troppo vicini al resto d’Italia.
Ricordate e non votate

By Kirby

AGUS Tarcisio AMADU Salvatore ARTIZZU BARDANZELLU BARRACCIU Francesca BEN AMARA Radhouan BIANCAREDDU Andrea Mario BRUNO Mario CAMPUS Gianvittorio CAPELLI Roberto CAPPAI Antonio CAPPELLACCI Ugo CHERCHI Oscar Salvatore Giuseppe COCCO Daniele Secondo COCCO Pietro CONTU Felice CONTU Mariano Ignazio CORDA Elia COSSA Michele CUCCA Giuseppe Luigi CUCCU Giuseppe CUCCUREDDU Angelo Francesco CUGUSI Giorgio DE FRANCISCI Simona DEDONI Attilio Maria Antonio DESSI' Paolo Luigi DIANA Giampaolo DIANA Mario ESPA Marco FLORIS Mario FLORIS Rosanna FOIS Pietro GALLUS Domenico GRECO Gabriella LAI Vittorio Renato LOCCI Giorgio LOMBARDO Claudia LOTTO Luigi LUNESU Michelina MANCA Gavino MANINCHEDDA Paolo Giovanni MARIANI Giovanni MELONI Francesco MELONI Marco MELONI Valerio MILIA Sergio MORICONI Cesare MULA Francesco MULAS Massimo MURGIONI Eugenio OBINU Sergio OPPI Giorgio PERU Antonelli PETRINI Onorio PIRAS Sisinnio PITEA Antonio PITTALIS Pietro PLANETTA Efisio PORCU Antioco noto Chicco RANDAZZO Alberto RASSU Nicolò
RODIN Teodoro Venceslao SABATINI Francesco SALIS Adriano SANJUST Carlo SANNA Giacomo SANNA Gian Valerio SANNA Matteo SANNA Paolo Terzo SECHI Carlo SOLINAS Antonio SOLINAS Christian SORU Renato STERI Giulio STOCHINO Angelo Ivano TOCCO Edoardo URAS Luciano
VARGIU Pierpaolo ZEDDA Alessandra ZUNCHEDDU Claudia

mercoledì 13 giugno 2012

C'è cRisi

In questo periodo ho scritto molto ma non per il blog. Accontentatevi della foto di chi ci salverà dalla crisi



 

By Kirby