giovedì 18 ottobre 2012

Come uccidere la mafia: istruzioni per l'uso

E' stato ucciso Pasquale Romano, 30 anni. Un innocente scambiato per qualche cammorrista.

Il lucido e feroce articolo di Arnaldo Capezzuto dal titolo "Cammorristi siete dei bastardi" ha suscitato in me queste considerazioni.

Putroppo di bastardi così, è piena l'italia. L' articolo trascina con sè una rabbia che coinvolge il lettore e lo spinge a volere la corte marziale per i cammorristi. Sono sicuro che il suo è un odio mosso d'amore per la città. 

Non è con la violenza che si risolvono le cose. A piazza Garibaldi ci sono ancora i truffatori del gioco delle tre carte. Sono sempre là , nell' indiferenza generale ad aspettare ignari turisti. Bisgonerebbe bastonarli per mandarli via?
Siamo civili e i problemi si risolvono con le le leggi e i provvedimenti.
- Celle di isolamento per i boss
- Una riforma della giustizia che porti alal conclusione dei processi più velocemente e non con la prescrizione
- Legalizzazione delle droghe leggere che porterebbe ad un grande perdita di denaro per le organizzazioni criminali
e poi uno Stato presente verso le famiglie più a rischio. La mafia è come un corpo composto da mille corpo. Decapitarlo non vuol dire ammazzarlo ma lasciare spazio a chi è sotto. La mafia è un albero, bisogna agire alla base riducendo il più possibile l'ingresso di energie fresche. Senza radici un albero si secca, Un albero secco non incute timore. Un albero secco, muore


  By Kirby

sabato 13 ottobre 2012

sabato 6 ottobre 2012

Le responsabilità della politica



Vorrei cominciare questo post con una mia idea.
Se dovessi scegliere un settore su cui investire per il rilancio dell’economia italiana sceglierei settore alimentare. Rilanciare l’agricoltura e l’allevamento con forti agevolazioni fiscali per piccole e medie imprese, semplificazioni burocratiche e soprattutto escogitare metodi che accorcino la filiera di vendita, affinché ci sia un’equa distribuzione del profitto. Siccome il nostro paese è riconosciuto per la qualità dei prodotti, sarebbe opportuna anche una politica di protezione e propaganda del “made in Italy” all’estero. Marchi e bollini di qualità sono facili da contraffare, più difficile è falsificare un codice QR di collegamento a una pagina web dove è presente la scheda del prodotto.
Quello appena scritto potrebbe costituire l’abbozzo per un programma di governo. Io non sono un addetto ai lavori, non sono laureato in economia e non lavoro nel campo dell’agricoltura. Sono un semplice cittadino che informandosi ha sviluppato una propria opinione sull’argomento. Il governo Monti è stato il governo della quadratura dei conti, del rigore e degli aiuti alle banche. Il prossimo governo non sarà più tecnico e dovrà scegliere una linea politica per condurre il paese. Siccome la campagna elettorale è già cominciata, auspicavo che oltre al dialogo sui candidati ci fosse anche quello sul programma. Come da semplice cittadino ho lanciato la mia idea per un programma, mi aspetto che anche chi vuol essere eletto mostri le sue soluzioni. Questa è l’aspetto peggiore di questa politica, nessuno si mostra disposto a parlare di contenuti. Le possibilità sono due, o non hanno idee su quali obiettivi puntare per provare a uscire dalla crisi oppure hanno paura. Sono intimoriti di proporre soluzioni perché hanno paura di perdere voti. Paura di prendere una posizione. Tutti sono lì a consultare i sondaggi, un giorno sì e l’alto pure. Ogni loro discorso deve essere vago e nessun riferimento a eventuali punti di programma. Per paradosso, l’unica frase che ricordo come eventuale provvedimento, una volta al governo, è l’affermazione scellerata di Berlusconi di eliminare l’imu.
Una politica che non vuole assumersi responsabilità non è una buona politica e non fa sperare bene per il futuro del paese.

By Kirby

lunedì 1 ottobre 2012

Otto anni di R-M


Otto anni che scrivo su racconti metropolitani. Il primo anno senza splinder di cui sento la mancanza. Il mio blog non ha più trovato pace, ora esiste in triplice copia su tre piattaforme diverse. Da qualsiasi indirizzo state leggendo, sappiate che il contenuto è sempre lo stesso cambia solo la forma. Splinder era diverso, nella pagina iniziale era riassunto in pratica tutto. Bastava un semplice tasto per visualizzare profili, blog, chat, amici, foto….
Splinder era più social, si favorivano i commenti tra i blog e le conoscenze tra gli utenti. Ma le cose finiscono e non possiamo farci nulla.
Così siamo di nuovo qui.
Le persone di solito alla fine dell’anno compiono i propri bilanci, altre volte aspettano il compleanno per tirare le somme. Personalmente questi anniversari mi lasciano abbastanza indifferenti. Il primo ottobre, invece, per me è qualcosa di speciale. Forse perché da quando ho cominciato a scrivere è iniziato un percorso diverso della mia vita, forse perché questo blog è come dico sempre in simbiosi con me, oppure perché l’anniversario di un blog, non arriva indipendentemente dalla tua volontà, ma si conquista post dopo post.
Devo dire che in tutto questo tempo non ho mai pensato di smettere e su molti miei Cv c’è la voce Web Writer con l’indirizzo di R-M in bella mostra.
Per me scrivere su R-M è poter toccare i miei pensieri, e lanciare le mie parole in una bottiglia con la speranza che arrivi a degli sconosciuti.
Perché chi ti legge su un blog, è interessato alle tue parole, non si finge interessato mentre pensa ai fatti suoi e non annuisce solo per buona educazione.
Se vivi il blog nel modo, giusto hai la cosa che più si avvicina al concetto astratto di tua anima.
Quest’anno solo festeggiamenti sobri, niente concerti e fuochi artificiali, per essere in linea con le misure di austerità del paese. Perché R-M a differenza dei nostri parlamentari è sensibile ai temi economici e vicino alle persone povere. Vi saluto con 8 link. Uno per ogni anno di R- M, otto ingranaggi fondamentali di questa simbiosi uomo-blog.
Nel rileggerli mi vergogno dei miei pensieri sciocchi e di quelle scritte nell’inconsapevolezza.
Forse è questo il senso della vita, voltarsi in dietro e pensare di aver fatto solo cose stupide, poi guardare avanti e capire che puoi solo continuare così.


 W il mercato
 
Lo scarafaggio
 
Pensiero del giorno
 Corde su Corde

Notte da lupi a San Lorenzo
Parole sparse al vento
 
Amore infuocato
 
30 Pensieri


   By Kirby

 

martedì 25 settembre 2012

La politica degli sicmpanzè

 

Premessa per la comprensione del testo: con la parola scimmia intendiamo un gruppo di Primati tra cui è presente anche l’uomo moderno. Lo scimpanzé è una scimmia che ha il 97,6% di patrimonio genetico simile al nostro. É sbagliato dire che gli scimpanzé sono antenati dell’uomo, ma è corretto dire invece che gli scimpanzé e l’uomo hanno avuto un antenato in comune ( come mostra lo schema della figura).                                                                                    Questo vuol dire che tutte le caratteristiche presenti sia nello scimpanzé che nell’uomo sono ereditate dall’antenato in comune.
Dopo una ricerca lunga un anno di tribolamenti, ho reperito una copia del libro “La politica degli scimpanzé. Potere e sesso tra le scimmie” di Frans de Waal. Lo studio di una colonia di scimpanzé dello zoo di Arnhem (Olanda). In modo semplificato espongo alcuni situazioni.
I maschi di scimpanzé per invitare la femmina all’accoppiamento mostrano l’erezione. Uno dei maschi di rango inferiore mostrava la propria erezione ad una femmina mettendosi di spalle al maschio dominate per nascondere le sue intenzioni. Quando il dominate si alzò, lui di scatto poggiò le mani sul pene per nascondere l’erezione e poi s’alzò e andò via come se nulla fosse successo. Oppure la femmina che urlava di più quando si accoppiava, era la stessa femmina che tratteneva le sue urla quando si accoppiava con un maschio di rango inferiore per non farsi scoprire e provocare le ire del maschio dominante. Ancora, sono stati registrati eventi di “innamoramento tra gli individui” infatti nonostante gli scimpanzé siano abbastanza promiscui e non fanno coppia fissa, ci sono state volte in cui delle specifiche coppie prolungavano l’atto sessuale più del dovuto con giochi e carezze di natura sessuale.
Ma questi piccole esempi sono solo un accessorio al cuore del libro. Ovvero la lotta per la dominanza.
Negli anni presi in esame dal libro si sono succeduti al potere tre maschi. L’errore più facile da commettere è pensare che l’ascesa al potere degli scimpanzé, avvenga esclusivamente con la forza bruta. Mai si può essere più lontani dalla verità. Quando ci sono scontri tra due scimmie (sia maschi che femmine) spesso intervengono anche gli altri membri della colonia e il vincitore dello scontro era chi ha più aiutanti dalla sua parte. Due scimpanzé che si sfidavano erano sempre pronti a cercare il supporto di altri individui perché il supporto degli individui più influenti della colonia è il punto fondamentale per essere il dominate.
Gli scimpanzé impegnati a salire di rango attaccano i deboli finché loro non manifestano la loro sottomissione. Una volta al potere la scimmia prende sempre le difese dei deboli e si preoccupa di dividere in modo equo le risorse.
In altre parole gli scimpanzé fanno politica. Raccolgono consensi, stringono alleanze opportunistiche, si dimostrano magnanimi con i deboli.
La differenza principale tra maschi e femmine era che i primi erano più propensi a prendere le parti di chi avrebbe aiutato nella loro ascesa al potere, mentre le femmine invece aiutavano consanguinei e chi era più amico.
Dimostrazione principale di questo libro è la che la politica esistesse già prima dell’uomo e simili meccanismi politici sono intrinseci della nostra natura. Tutti in fondo facciamo politica da quando siamo nati, nella nostra vita occupiamo il nostro gradino, stringiamo amicizie, a volte siamo generosi col prossimo anche quando non vorremmo solo per “apparenza”, fingiamo tanto nascondendo stati ed emozioni a chi ci è vicino. Ebbene in fondo anche questa è politica.
Qual è allora la differenza tra l’uomo e gli altri animali? Ci sono altri animali che sognano, che fanno sesso non solo per accoppiarsi ma anche per piacere, che pianificano le loro azioni e strategie, che mentono, che fanno guerre, che manipolano oggetti, che producono musica…
Risposta: al momento non ci sono opzioni che “elevano” l’uomo. Siamo animali punto. Gli studi hanno mostrato perfino esempi di moralità negli scimpanzé.
Possiamo, però porci degli obbiettivi per superare “lo stadio” animale. Solo così ammetterò una superiorità umana, e cioè reprimendo gli istinti di potere, realizzare gli ideali di giustizia universale, di convivenza pacifica dei popoli e di eguaglianza degli individui, che professiamo dalla nostra genesi.

 

  By Kirby


lunedì 10 settembre 2012

Fame d'arte

Il seguente articolo è nato dalla riflessione sull’ottima recensione di Ilaria Serra
L’autrice, dopo aver smontato il successo editoriale “Cinquanta sfumature di..”, paragonandolo ad un Harmony venduto sulle bancarelle si chiede come sia possibile che il successo sia dovuto solo ad un lavoro di marketing da parte della casa editrice.Mi viene in mente il libro L’alchimista, Successo di vendite, poi legge le recensioni su Anobii e scopri una caterva di commenti negativi. L’arte, qualsiasi tipo di arte è per pochi. La letteratura di qualità, la vera comprensione di un quadro, “sentire” una melodia e non semplicemente ascoltarla, non è per tutti. La maggior parte delle persone sono impegnate a lavorare, vivere, sognare, occuparsi dei prorpi problemi, e non sono capaci/allenate/istruite a comprendere l’arte.
Ricordo una volta, leggendo un articolo in merito ad un famoso quadro, in cui il critico si lamentasse della folla di “turisti dell’arte presente” e di aver dovuto osservare il quadro mentre era con la testa sotto l’ascella sudata di una signora. Tutti vogliono usufruire dell’arte e godere delle emozioni che trasmette. Come sempre, quando non siamo intenditori, ci rivolgiamo alle opere “mainstream”, di moda, sulla bocca di tutti, Tali opere non sono sempre le migliori, di solito sono quelle più facili da capire e che trasmettono emozioni facilmente, anche se ad un occhio allenato risultano banali e ovvie (vedi Fabio Volo) . Rendiamoci conto che gli incompetenti d’arte sono la maggioranza e che in fondo l’arte ha bisogno anche di loro. Se nel museo entrassero solo critici e studiosi, non ci sarebbero soldi per il sostentamento della struttura e così via. In fondo andrei a vedere “La Gioconda” se fossi a Parigi pur sapendo poco e niente di Leonardo, per poter dire: anche io l’ho visto.


By Kirby

lunedì 3 settembre 2012

Il cielo sopra la mia testa



Ovunque vada il cielo sopra la mia testa è sempre lo stesso. Cambiano le città, gli edifici, i monumenti, le strade, le chiese i paesi, i sorrisi, la gente, gli alberi, le montagne ma il cielo no. Perfino il mare non è lo stesso, all’orizzonte si spostano isole e coste e fari e barche; e il colore cambia, per non parlare dell’odore che penetra le narici. Qualsiasi città di mare ha il proprio, profumato o puzzolente che sia, e perfino il sapore; il sapore salmastro che ti lascia sulla pelle, cambia ogni volta.
Il cielo no, quando alzo gli occhi, è sempre lì a rassicurarmi con la sua costanza. Ovunque posso trovare un cielo limpido, o con quelle nuvole bianche e soffici che mi piacciono tanto. Il cielo grigio e tempestoso è uguale sia a Napoli sia a New York . La notte tempestosa gela il sangue ovunque e un cielo stellato è bello anche tra le mura di una prigione.  
Forse quello che scrivo, è una banalità, ma nella mia vita è la prima volta che riflettevo sull’immutabilità del cielo, una piccola verità cui sono giunto solo oggi.
 Qualche pignolo potrà obbiettare che la posizione delle stelle è diversa secondo il mio punto sulla Terra, ma io sono ignorante in astronomia e preferisco abbandonarmi disteso sotto le stelle e concepirle per quello che sono; diamanti cuciti su di un vestito di seta nera e il suo miglior pendente appaiato è la Luna.


By Kirby

Rumori Consigliati: Aerial by System of a down

martedì 21 agosto 2012

Pensiero del giorno

Pensiero del giorno: Sono partito per dimenticare, per conoscere, per sperare, per scoprire, per aiutare, per fuggire, per sognare. Oggi parto per caso

 

 

 

 
[youtube http://www.youtube.com/watch?v=qZZFqrvBflo]

 

See you next month

By Kirby

 

 

venerdì 17 agosto 2012

domenica 12 agosto 2012

L'evoluzione della menzogna

Una volta l’uomo comunicava a gesti, versi gutturali, espressioni facciali e corporee. Tutto era semplice, anche se l’inganno verso un proprio simile esisteva già.
Nacque la parola, le informazioni che gli uomini poterono scambiarsi erano sempre maggiori e più complesse. La menzogna fu la sua conseguente figlia. Se prima si poteva ingannare solo con gesti, adesso le false informazioni per ingannare qualcuno erano infinite. Con la nascita della parola l’uomo disimpara a fare affidamento su quello che gli trasmette un suo simile a livello corporeo e si concentra su quello che dice con la lingua. Oltre alla bugia diretta verso l’interlocutore si possono creare vere trame di falsità, architetture di superba malvagità.
Il passo successivo è stato la scrittura. Le informazioni sono preservate dall’oblio memoria, e la tradizione orale perde il suo valore. Allo stesso tempo, la verità assume inaudito aspetto soggettivo. Un personaggio storico a seconda dello scrittore può essere un grande conquistatore o un dittatore disumano. La vittoria in una partita di calcio, secondo gli aggettivi può essere comprata o meritata. Descrivi in un modo e il rigore c’era, descrivi in un altro e il capo del governo ha agito per il bene del popolo. Noi lettori dobbiamo solo decidere quale voce ascoltare, per nostre ideologie, simpatie, tifoserie e credi.
Ai tempi dell’informazione globale, le voci da ascoltare sono infinite, e ogni fatto può essere letto con infinite prospettive. Ci sono persone che negano i fatti dell’olocausto, come ci sono persone che negano i fatti della striscia di Gaza. Inoltre, com’è possibile raggiungere la verità storica sul conflitto Cecenia-Russia, sulla trattativa Stato-Mafia o sulla guerra in Iraq se interi poteri si muovono per spostare l’ago della verità dalla loro parte? La verità oggettiva assume così l’aspetto oligarchico, in altre parole la verità dettata dai più forti.

By Kirby